I REQUISITI ACUSTICI PASSIVI SI APPLICANO ANCHE IN CASO DI INTERVENTI DI RISTRUTTURAZIONE PARZIALE DI EDIFICI ESISTENTI


in Documenti tecnici, Pareri

Confermata dal Consiglio Superiore Dei Lavori Pubblici l’applicabilità dei requisiti acustici passivi degli edifici ( d.P.C.M. 5/12/1997) anche in caso di ristrutturazioni di edifici esistenti con parere prot. n. 12/2014 del 26/06/2014:
 
La Sezione preliminarmente rileva che l’Amministrazione Centrale dell’Università
degli Studi di Roma La Sapienza, con la nota n. prot. 0013086 in data 3.03.2014
integralmente riportata nelle Premesse, ha richiesto un parere in merito alle modalità di
applicazione delle disposizioni di cui al D.P.C.M. 5 dicembre 1997 “Determinazione dei
requisiti acustici degli edifici” in caso di interventi di ristrutturazione di edifici esistenti, ed
in particolare ha richiesto di esprimere “il parere in merito ai limiti di legge per il rispetto
dei requisiti acustici passivi in caso di ristrutturazione di edifici esistenti e quali limiti
applicare nel caso di edifici a destinazione d’uso promiscua.”.
 
In merito si rileva che il D.P.C.M. 5 dicembre 1997 nel definire come campo di
applicazione “gli edifici ed i loro componenti in opera”, non ha precisato che la normativa
introdotta si applica soltanto alle nuove costruzioni; di conseguenza, a parere della Sezione,
le relative disposizioni, ed in particolare il rispetto ed il soddisfacimento dei requisiti
acustici passivi, devono essere applicate anche in caso di ristrutturazioni di edifici esistenti
che prevedano il rifacimento anche parziale di impianti tecnologici e/o di partizioni
orizzontali o verticali (solai, coperture, pareti divisorie, ecc.) e/o delle chiusure esterne
dell’edificio (esclusa la sola tinteggiatura delle facciate), oppure la suddivisione di unità
immobiliari interne all’edificio, cioè in definitiva tutti gli interventi di ristrutturazione che
interessino le parti dell’edificio soggette al rispetto dei requisiti acustici passivi
regolamentati dal D.P.C.M. 5 dicembre 1997, come desumibile dal decreto stesso.
In definitiva, pertanto, si ritiene che vadano rispettati i limiti previsti dalla normativa
(D.P.C.M. 5 dicembre 1997) nel caso di rifacimento anche parziale di impianti tecnologici
di particolare rumorosità, quali quelli previsti per gli impianti di
riscaldamento/condizionamento, o impianti per laboratori tipo: officine meccaniche,
laboratori sale prove motori, gallerie del vento, o altri che producano livelli analoghi di
rumorosità. Anche nel caso delle partizioni orizzontali e verticali, nel caso di rifacimento si
applicano i limiti di cui sopra, mentre non vanno seguite le prescrizioni della D.P.C.M. 5
dicembre 1997 nel caso di semplice tinteggiatura e restauro parziale delle pareti e/o intonaci
esistenti.

Chiarimento sui limiti da applicare nel caso di edifici a destinazione d’uso promiscua

Per quanto concerne la seconda parte del quesito, ossia “quali limiti applicare nel caso
di edifici a destinazione d’uso promiscua” si rileva che l’edificio da ristrutturare a cui si fa
riferimento nella richiesta di parere è “un edificio di circa 20.000 m2 a destinazione d’uso
mista, uffici, aule didattiche, laboratori, studi docenti, ecc., e quindi solo in parte con
destinazione d’uso prevista dalla categoria E (edifici adibiti ad attività scolastiche a tutti i
livelli e assimilabili) del D.P.C.M. 5/12/1997. La percentuale con destinazione d’uso per
attività didattiche è circa il 20% della superficie totale.”
In merito a tale aspetto la Sezione osserva che, nel quadro normativo di riferimento,
non sono rinvenibili disposizioni circa gli edifici a “destinazione mista” ai fini della
determinazione dei relativi requisiti acustici passivi indicati nella Tabella B del DPCM
05/12/1997.
In riferimento a tale fattispecie la Sezione ritiene che, ove sia possibile determinare,
con chiarezza e in via permanente, le differenti destinazioni d’uso presenti all’interno di uno
stesso immobile, agli ambienti facenti capo alla medesima destinazione d’uso debbano
essere applicati i pertinenti requisiti acustici passivi sopra richiamati, considerando le
divisioni fra ambienti contigui a diversa destinazione d’uso come elementi separatori fra
diverse unità immobiliari.
Ove invece sia prevista in fase progettuale una destinazione d’uso variabile nel tempo,
i requisiti acustici passivi da assumere a riferimento dovranno essere quelli riferiti alla
destinazione d’uso per i quali gli stessi assumono i valori più elevati.

Allegato da scaricare:

 PARERE CSLP